Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 September
Bilaterali III, al via la maratona al Consiglio degli Stati
Iniziano al Palazzo federale tre giorni di dibattiti intensi sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-UE, con l'UDC contraria e cinque consiglieri federali attesi in aula.

Ripartono oggi i lavori alle Camere federali con il piatto forte dell'ultima settimana di sessione: il dibattito sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-UE, noto come Bilaterali III. Al Consiglio degli Stati sono previsti tre giorni di discussioni che prenderanno il via nel pomeriggio, con un dibattito sull'entrata in materia che potrebbe prolungarsi fino a notte fonda per poi proseguire nelle giornate di martedì e mercoledì. I dibattiti in plenum si preannunciano particolarmente animati, con la presenza attesa di non meno di cinque consiglieri federali, tra cui il capo della diplomazia elvetica Ignazio Cassis.
Il pacchetto negoziale comprende una prima parte dedicata alla stabilizzazione e all'aggiornamento degli accordi esistenti nei settori del trasporto aereo e terrestre, del commercio di prodotti alimentari, delle valutazioni di conformità e della libera circolazione delle persone. La seconda parte approfondisce la cooperazione con nuovi intese nei settori della sanità, della sicurezza alimentare e dell'energia elettrica, anche se quest'ultimo testo non verrà trattato in questa sessione in quanto l'esame commissionale non si è ancora concluso. A completare il quadro vi sono le misure di accompagnamento per la tutela dei salari e della concorrenza sleale, oltre a quattro crediti finanziari dedicati al contributo di coesione, alla migrazione e alla partecipazione al programma Erasmus+ nel 2027.

Sul piano politico si prefigura uno scontro aperto tra i partiti. L'UDC rappresenta l'unica forza parlamentare contraria all'intero pacchetto e chiederà la non entrata nel merito. Le altre formazioni politiche, le parti sociali e le associazioni economiche sostengono in linea di principio l'esito delle trattative, ma pongono condizioni stringenti. Tra i punti più controversi figurano la tipologia di referendum (facoltativo o obbligatorio a doppia maggioranza di popolo e Cantoni), le garanzie sulla protezione dei salari pretese dai sindacati e le modalità di risoluzione delle controversie legali tra Berna e Bruxelles.