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Svizzera · Pubblicato il 11 September

Detenzione di armi e perizie psichiatriche dopo la sparatoria di Aarau

Dopo la tragedia di Aarau, lo psichiatra forense Carlo Calanchini illustra i limiti dei controlli sulle armi in Svizzera e stima al 95% la quota di detentori idonei.

L'area della Pferderennbahn Schachen ad Aarau, teatro degli eventi della notte del 30 agosto (foto d'archivio)
L'area della Pferderennbahn Schachen ad Aarau, teatro degli eventi della notte del 30 agosto (foto d'archivio) · Voyager, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La sparatoria avvenuta ad Aarau nella notte del 30 agosto, durante una festa techno in cui un 43enne ha esploso 40 proiettili provocando la morte di una ragazza di 22 anni e il ferimento di altre cinque persone, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sul possesso di armi da fuoco in Svizzera. L'autore dell'attacco soffriva di disturbi psichiatrici e rifiutava le cure, pur detenendo legalmente le armi acquistate una ventina di anni fa.

Sulle dinamiche legate alla prevenzione e all'intervento sanitario ha preso posizione il dottor Carlo Calanchini, psichiatra, psicoterapeuta ed esperto forense per la Magistratura, intervistato da tio.ch. Lo specialista ha chiarito come non sia necessario attendere una situazione di emergenza conclamata per agire: «Quando una persona continua a peggiorare a livello psichico, ma rifiuta ogni tipo di trattamento, si deve allertare l'Autorità regionale di protezione (ARP) per un ricovero coattivo ordinario a scopo di assistenza». Secondo Calanchini, l'indecisione delle famiglie in contesti simili finisce spesso per rivelarsi controproducente.

Sul fronte delle armi, lo psichiatra ha ricordato che nell'ordinamento elvetico non sono previste verifiche periodiche a tappeto per chi ha ottenuto l'autorizzazione: «Non esistono controlli sistematici e regolari sullo stato psichico di chi ha avuto l’autorizzazione di detenere un’arma». La perizia specialistica scatta soltanto in circostanze determinate: l'avvio di un procedimento penale, una segnalazione di imminente pericolo trasmessa alle forze dell'ordine oppure l'inabilitĂ  rilevata durante il reclutamento o il servizio militare.

Infografica: Detenzione di armi e perizie psichiatriche dopo la sparatoria di Aarau
Infografica ti-web.ch

L'attivitĂ  peritale riguarda casi mirati e circoscritti, come precisa lo stesso Calanchini: «Ne faccio forse quattro o cinque all’anno di queste perizie». L'esperto boccia inoltre l'ipotesi di istituire controlli periodici generalizzati su tutti i possessori di armi da fuoco, una misura che comporterebbe un sovraccarico insostenibile per la categoria «per rilevare, probabilmente, un 95% di idonei al possesso di armi». Allo stesso modo, imporre controlli sistematici a chiunque soffra di disturbi psichici significherebbe introdurre un'ingiustificata presunzione di colpevolezza.

La reale prevenzione, conclude l'esperto, passa dal garantire percorsi terapeutici costanti a chi convive con patologie gravi come la schizofrenia e da una maggiore opera di sensibilizzazione rivolta alla collettivitĂ , evitando automatismi che colleghino in modo semplicistico i disturbi mentali alla pericolositĂ  sociale.

Source: tio.ch (secondaria) ↗

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