Sport · Svizzera · Pubblicato il 16 September
Hockey, Patrick Fischer non ci sta: ricorso al TAS contro la squalifica di 4 anni
L'ex selezionatore della Nazionale svizzera contesta la sanzione inflittagli dalla Federazione internazionale IIHF per l'uso di un certificato Covid contraffatto prima dei Giochi di Pechino 2022.

L'ex allenatore della Nazionale svizzera di hockey su ghiaccio, Patrick Fischer, ha deciso di impugnare dinanzi al Tribunale arbitrale dello sport (TAS) di Losanna la squalifica di quattro anni comminatagli dalla Federazione internazionale (IIHF). La conferma della decisione di ricorrere in appello è stata fornita dallo stesso Fischer all'agenzia di stampa Keystone-Ats.
La vicenda trae origine dalle verifiche sulle documentazioni sanitarie presentate prima dei Giochi Olimpici invernali di Pechino del 2022. Secondo quanto ricostruito, Fischer si era procurato un certificato vaccinale Covid falso al fine di ottenere l'autorizzazione all'ingresso nel Paese ospitante.

La decisione della Federazione internazionale, resa nota la scorsa settimana, prevede una sospensione della durata di quattro anni da qualsiasi manifestazione o competizione ufficiale organizzata sotto l'egida dell'IIHF. Il provvedimento disciplinare si applica esclusivamente alle attività legate alla squadra nazionale e ai tornei internazionali, senza precludere al tecnico la possibilità di allenare squadre di club.
Fischer ha quindi scelto di contestare la durata e i termini della sanzione affidandosi all'organo giudiziario di massimo grado dello sport mondiale. L’esito del procedimento dinanzi al TAS stabilirà se la squalifica verrà confermata, ridotta o annullata.