← All news

Ticino · Svizzera · Pubblicato il 14 October

Lugano, l’UDC chiede chiarimenti sulla posizione UCS sui Bilaterali III

Secondo tio.ch, un’interrogazione chiede al Municipio se condivida la contrarietà dell’UCS alla doppia maggioranza e se sia stato consultato.

La facciata del Palazzo Civico di Lugano (foto d’archivio, 2026; ritaglio).
La facciata del Palazzo Civico di Lugano (foto d’archivio, 2026; ritaglio). · JoachimKohler-HB, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ritaglio)

L’UDC in Consiglio comunale a Lugano vuole sapere se la posizione dell’Unione delle città svizzere (UCS) sulle modalità di voto dei Bilaterali III sia condivisa dal Municipio. Secondo tio.ch, il gruppo ha depositato il 14 ottobre un’interrogazione con Alain Bühler come primo firmatario, chiedendo anche se l’Esecutivo sia stato consultato.

La presa di posizione dell’UCS è contenuta in un comunicato del 30 settembre, consultato direttamente. L’associazione sostiene che per accordi di questo tipo la Costituzione preveda il referendum facoltativo, con la maggioranza popolare, senza richiedere anche quella dei Cantoni. È la lettura espressa dall’UCS nel documento, che considera i Bilaterali III importanti per garantire rapporti stabili con l’Unione europea.

Nel suo ragionamento l’UCS richiama il ruolo degli accordi per economia, ricerca, innovazione, formazione e cultura. Pur riconoscendo la maggioranza dei Cantoni come un pilastro del federalismo, sostiene che il suo impiego debba risultare chiaramente dalla Costituzione: non essere deciso caso per caso. Secondo l’UCS, richiedere anche la maggioranza dei Cantoni ridurrebbe in modo sproporzionato il peso del voto della popolazione urbana.

Sul versante luganese, la ricostruzione di tio.ch riferisce che i consiglieri UDC pongono al centro la tutela dei Cantoni e delle minoranze linguistiche, distinguendo questa questione dal sostegno agli accordi. Al Municipio chiedono se abbia discusso formalmente la posizione dell’UCS, chi rappresenti Lugano nell’associazione e come siano definiti i mandati. Se l’Esecutivo non condividesse quella posizione, domandano inoltre se intenda esprimere pubblicamente il dissenso e chiedere un maggiore coinvolgimento delle città.

Source: Unione delle città svizzere — comunicato del 30 settembre 2026 ↗ · Ticinonline (tio.ch) — interrogazione UDC Lugano (secondaria) ↗

Read also

All news →