Svizzera · Economia · Ticino · Pubblicato il 24 September · Aggiornato alle 14:30
Swissness in bilico: il Ständerat approva lo stop alla «Lex On» con 32 voti
La Camera dei Cantoni ha approvato a larga maggioranza la mozione del senatore ticinese Fabio Regazzi per vietare la croce svizzera sulle calzature prodotte in Asia.

BERNA - Svolta decisiva a Berna sul contenzioso che oppone la politica elvetica ai colossi dell'industria calzaturiera. Il Ständerat (Consiglio degli Stati) ha approvato a larga maggioranza, con 32 voti favorevoli e 5 contrari, la mozione depositata dal senatore ticinese Fabio Regazzi, chiedendo un'immediata stretta sull'impiego del marchio «Swissness». La decisione attacca direttamente la linea interpretativa adottata dall'Istituto per la Proprietà Intellettuale (IGE), sollecitando lo stop all'uso della croce svizzera sulle calzature della nota marca On prodotte nei Paesi asiatici.
La vicenda trae origine dalla svolta procedurale adottata lo scorso marzo dall'IGE, che ha superato la prassi pluriennale consentendo alle aziende di apporre il Schweizerkreuz sui propri prodotti qualora la fase di ricerca e sviluppo avvenga in Svizzera, a prescindere dal luogo fisico di fabbricazione. La misura, accolta con favore dalla direzione di On a Zurigo come un'evoluzione moderna del valore aggiunto elvetico, era stata motivata dall'istituto con l'impatto dei dazi commerciali statunitensi e la forza del franco.
A guidare l'offensiva parlamentare e di categoria è stato il senatore ticinese Fabio Regazzi (Il Centro), presidente del Schweizerischer Gewerbeverband (SGV, l'Unione svizzera delle arti e mestieri). Commentando l'esito della votazione, Regazzi ha ribadito con fermezza il principio guida: «Dove c'è scritto Svizzera deve esserci anche Svizzera». Per il senatore e imprenditore ticinese, la prassi dell'IGE svaluta l'esclusività del marchio nazionale e penalizza le imprese che mantengono le catene produttive in patria.

Sulla stessa linea il direttore dell'SGV, Urs Furrer, il quale ha precisato che diciture come «Swiss Design» o «Swiss Research» possono rimanere legittime per i prodotti sviluppati in elvezia e fabbricati all'estero, ma il Schweizerkreuz deve essere riservato unicamente a chi sostiene i costi produttivi nel Paese (dove la norma generale richiede almeno il 60% dei costi di fabbricazione in Svizzera). Dopo il verdetto del Ständerat, il dossier passa ora all'esame del Nationalrat come secondo ramo del Parlamento federale.
Source: SGV / Unione Svizzera delle Arti e Mestieri (Fabio Regazzi) ↗ · Blick (Riccarda Campell) (secondaria) ↗