Svizzera · Economia · Pubblicato il 24 September
Un «made in Europe» anche per la Svizzera? Scontro tra Germania e Francia a Bruxelles
La Svizzera osserva da vicino il dibattito europeo sull'accesso ai benefici dell'iniziativa industriale comunitaria.

BRUXELLES / SVIZZERA - Al Consiglio Competitività dell'Unione europea a Bruxelles si è aperto un acceso confronto sulle regole dell'iniziativa «Made in Europe», destinata a concedere una preferenza comunitaria negli appalti pubblici industriali. Al centro della discussione vi è la possibilità di estendere tali benefici anche a Paesi terzi altamente integrati come la Svizzera.
La ministra tedesca dell'economia, Katherina Reiche, si è schierata a favore dell'inclusione di partner commerciali chiave come la Confederazione helvetica. Di parere opposto è invece il ministro francese dell'industria, Sébastien Martin, il quale sostiene che i sussidi e i fondi pubblici debbano andare ad esclusivo beneficio delle industrie situate all'interno dei ventisette Stati membri dell'UE.

Il progetto «Made in Europe» rientra nel quadro della legge sull'accelerazione industriale presentata dalla Commissione europea. L'obiettivo primario della normativa è proteggere e rafforzare la base produttiva continentale, introducendo criteri di preferenza geografica nei contratti pubblici di settori strategici.
Le autorità federali e le principali associazioni economiche svizzere seguono le trattative con estrema attenzione per evitare il rischio di discriminazioni commerciali. Già all'inizio di settembre una delegazione economica svizzera di alto livello si è recata in missione a Bruxelles per perorare la causa delle aziende elvetiche.