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Svizzera · Economia · Ticino · Pubblicato il 24 septembre

Affitti, naturalizzazioni e marchio elvetico sotto il Cupolone

Riprendono i lavori alle Camere federali: in agenda le nuove norme sulle pigioni, l'iniziativa sulla cittadinanza dopo cinque anni e la tutela della croce svizzera sui prodotti.

Il Palazzo federale a Berna, sede dell'Assemblea federale.
Il Palazzo federale a Berna, sede dell'Assemblea federale. · August Geyler / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA - Riprendono stamane i lavori delle Camere federali a Berna. Al Consiglio nazionale, l'apertura dei lavori vede al centro il dibattito su una mozione che chiede al Consiglio federale di comunicare in modo discreto e obiettivo prima delle votazioni popolari. Successivamente, l'aula si occuperà della legge federale sulle operazioni spaziali e della revisione della legge sulla promozione dell'alloggio, come riferito dall'agenzia ats via tio.ch.

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Sul fronte degli affitti, il Consiglio federale intende definire le basi giuridiche per un nuovo modello di pigione commisurata ai costi e per il relativo controllo. La commissione preparatoria ha accolto il progetto, precisando gli elementi determinanti per la valutazione dei costi effettivi, tra cui i costi di finanziamento, i canoni di superficie, gli ammortamenti e i costi di esercizio.

Al Consiglio degli Stati il programma prevede la discussione sull'iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno (Iniziativa per la democrazia)», già respinta dal Nazionale lo scorso marzo. La proposta mira a concedere la cittadinanza dopo cinque anni di soggiorno legale in Svizzera a chi possiede conoscenze linguistiche e non ha subito condanne superiori a un anno. La commissione raccomanda tuttavia il rigetto, sostenendo che dimezzare i tempi da dieci a cinque anni comprometterebbe la verifica dell'effettivo radicamento nel Paese.

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Inoltre, i parlamentari esamineranno la legge sul sostegno alle vittime di Crans-Montana e varie mozioni. Tra queste figura l'atto promosso dal consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (Il Centro/TI), inteso a rafforzare la tutela del marchio elvetico e a impedire l'uso improprio della croce svizzera su prodotti realizzati all'estero.

Source: ats / tio.ch (secondaria)