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Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 septembre

Bilaterali III, al via la maratona al Consiglio degli Stati

Iniziano al Palazzo federale tre giorni di dibattiti intensi sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-UE, con l'UDC contraria e cinque consiglieri federali attesi in aula.

Il Palazzo federale a Berna illuminated di notte (foto d'archivio 2019).
Il Palazzo federale a Berna illuminated di notte (foto d'archivio 2019). · Axel Tschentscher, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ripartono oggi i lavori alle Camere federali con il piatto forte dell'ultima settimana di sessione: il dibattito sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-UE, noto come Bilaterali III. Al Consiglio degli Stati sono previsti tre giorni di discussioni che prenderanno il via nel pomeriggio, con un dibattito sull'entrata in materia che potrebbe prolungarsi fino a notte fonda per poi proseguire nelle giornate di martedì e mercoledì. I dibattiti in plenum si preannunciano particolarmente animati, con la presenza attesa di non meno di cinque consiglieri federali, tra cui il capo della diplomazia elvetica Ignazio Cassis.

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Il pacchetto negoziale comprende una prima parte dedicata alla stabilizzazione e all'aggiornamento degli accordi esistenti nei settori del trasporto aereo e terrestre, del commercio di prodotti alimentari, delle valutazioni di conformità e della libera circolazione delle persone. La seconda parte approfondisce la cooperazione con nuovi intese nei settori della sanità, della sicurezza alimentare e dell'energia elettrica, anche se quest'ultimo testo non verrà trattato in questa sessione in quanto l'esame commissionale non si è ancora concluso. A completare il quadro vi sono le misure di accompagnamento per la tutela dei salari e della concorrenza sleale, oltre a quattro crediti finanziari dedicati al contributo di coesione, alla migrazione e alla partecipazione al programma Erasmus+ nel 2027.

Infografica: Bilaterali III, al via la maratona al Consiglio degli Stati
Infografica ti-web.ch

Sul piano politico si prefigura uno scontro aperto tra i partiti. L'UDC rappresenta l'unica forza parlamentare contraria all'intero pacchetto e chiederà la non entrata nel merito. Le altre formazioni politiche, le parti sociali e le associazioni economiche sostengono in linea di principio l'esito delle trattative, ma pongono condizioni stringenti. Tra i punti più controversi figurano la tipologia di referendum (facoltativo o obbligatorio a doppia maggioranza di popolo e Cantoni), le garanzie sulla protezione dei salari pretese dai sindacati e le modalità di risoluzione delle controversie legali tra Berna e Bruxelles.

Source: Ticinonline (secondaria) ↗