Ticino · Svizzera · Pubblicato il 25 septembre
La zanzara tigre dilaga: perché il Ticino è in prima linea
Il Consiglio federale approva un rapporto sul monitoraggio e le misure contro la zanzara tigre: il Ticino, presente dal 2003, è apripista nelle strategie di contenimento.

BERNA/LUGANO - La zanzara tigre continua a diffondersi in Svizzera e rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica. La Confederazione intende contrastarne l'espansione attraverso un monitoraggio coordinato e misure adattate alla situazione delle singole regioni. È quanto emerge da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale in adempimento a un postulato della consigliera nazionale Sarah Wyss (PS/BS).
Il rapporto - che si basa su dati raccolti nel corso di oltre un decennio - evidenzia come la situazione vari notevolmente a seconda delle regioni. Come noto, la zanzara tigre è ormai presente in tutto il Ticino - dove è stata individuata per la prima volta nel 2003 - ma si è estesa anche lungo il territorio dei cantoni di Basilea Città e Ginevra, mentre si è insediata a livello regionale in Argovia, Basilea Campagna, Grigioni, San Gallo, Vaud, Vallese e Zurigo. In altri dieci cantoni è stata invece rilevata solo sporadicamente, mentre in sei non è finora stata individuata.

La forte diffusione della zanzara tigre a Ginevra, Basilea Città e in Ticino è riconducibile alla presenza di importanti assi di traffico, alla vicinanza di regioni già colpite oltre confine e all'intenso traffico transfrontaliero, viene indicato.
L'insetto, va ricordato, può trasmettere malattie come dengue, chikungunya e Zika. Fino alla fine del 2025 non è tuttavia stato registrato in Svizzera alcun caso nell'uomo riconducibile a una trasmissione autoctona di questi agenti patogeni attraverso la zanzara tigre. Alla fine dello scorso anno è stato invece segnalato per la prima volta un caso autoctono di virus del Nilo occidentale in Ticino, trasmesso però da zanzare autoctone e non dalla zanzara tigre, si sottolinea nel rapporto.
La Confederazione monitora l'evoluzione dal 2006, su richiesta del Cantone e nel 2011 ha pubblicato un primo "Piano per la lotta contro la zanzara tigre in Svizzera e le malattie che trasmette", basato sulle esperienze e conoscenze delle autorità ticinesi.
Con il finanziamento dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), dal 2013 la Confederazione gestisce un programma nazionale di monitoraggio, in collaborazione con i Cantoni, mentre dal 2025 sono in vigore un piano di misure e linee guida per prevenire o limitare la diffusione della zanzara e il rischio di trasmissione locale delle malattie. La Rete Svizzera Zanzare (RSZ), operativa dal 2020, coordina inoltre la sorveglianza nazionale, raccoglie e analizza le segnalazioni e sostiene Cantoni e Comuni nell'attuazione delle misure di lotta.
Il rapporto esamina anche metodi complementari alle misure attualmente adottate, tra cui tecniche basate sul rilascio di zanzare maschio sterili per impedirne la riproduzione - cosiddetta tecnica dell'insetto sterile (SIT, dall'inglese sterile insect technique) - o geneticamente modificate. La SIT, come costatato recentemente dalla SUPSI, se combinata con i metodi di lotta consolidati e applicata con continuità, può determinare un'ulteriore riduzione della densità delle zanzare pari a circa il 60-70%.
Da tempo in Ticino sono in corso sperimentazioni con la SIT. Dopo i test condotti a Morcote (2023-2024) e ritenuti efficaci, nel 2025 le sperimentazioni sono state estese ad altri 21 comuni ticinesi. È prevista inoltre la realizzazione di un impianto per la produzione di zanzare sterili nel 2027-2028.