Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 septembre
Nuove norme contro la peste suina africana: le regole per gli allevamenti
L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha definito requisiti di biosicurezza per proteggere gli allevamenti suini elvetici.

L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha stabilito una nuova serie di requisiti di biosicurezza per tutti gli allevamenti di suini in Svizzera. Le misure mirano a prevenire la diffusione della peste suina africana (PSA) e a tutelare il patrimonio zootecnico nazionale. Le aziende che applicheranno correttamente le direttive potranno beneficiare di agevolazioni nel traffico di animali qualora dovesse verificarsi un'epidemia.
I nuovi requisiti di biosicurezza, denominati per la conformità PSA, sono stati sviluppati in stretta collaborazione con i rappresentanti del settore suinicolo. Le prescrizioni si applicano indistintamente a tutte le strutture della filiera: dagli allevamenti professionali e di ingrasso fino alle piccole strutture amatoriali.

Tra i punti centrali del regolamento figura l'obbligo di impedire in modo sistematico qualunque contatto tra i suini domestici e i cinghiali selvatici. Le stalle dovranno inoltre disporre di controlli degli accessi ben definiti e di postazioni di igiene all'ingresso per gli operatori. Viene resa obbligatoria anche la tenuta di una documentazione dettagliata, tra cui il registro delle visite, il giornale dei trattamenti veterinari e la rendicontazione giornaliera dei decessi o degli aborti.
Le disposizioni entrate in vigore costituiscono il livello 1 di biosicurezza, pensato per i periodi di calma epidemiologica come quello attuale. Qualora sul territorio nazionale o di confine si registrasse un focolaio della malattia, scatterà automaticamente il livello 2, che introdurrà restrizioni e controlli operativi ancora più stringenti.
Source: Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) / tio.ch ↗