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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 15 septembre

Violenza domestica e di genere, mozione MPS chiede 10 interventi al Consiglio di Stato

I deputati Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini sollecitano la creazione di almeno 35 posti protetti, la sorveglianza elettronica degli aggressori e finanziamenti cantonali stabili per prevenzione e assistenza.

Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Gran Consiglio ticinese (foto illustrativa)
Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Gran Consiglio ticinese (foto illustrativa) · Tilman2007, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

BELLINZONA - Rafforzare la rete di protezione per le vittime, introdurre la sorveglianza elettronica degli aggressori e garantire finanziamenti cantonali stabili. Sono solo alcune delle richieste avanzate dai deputati del Movimento per il Socialismo (MPS) Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini con la mozione presentata al Consiglio di Stato il 14 settembre 2026. L'iniziativa affronta il tema della violenza di genere sottolineando che non si tratta di episodi isolati o di questioni private, bensì di un fenomeno strutturale radicato nelle disuguaglianze sociali.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

A sostegno della mozione vengono citati i dati ufficiali: nel 2025, in Svizzera, 25 donne sono state uccise nell'ambito della violenza domestica. Nel corso dello stesso anno, la polizia ha registrato oltre 120'000 persone lese in ambito domestico a livello nazionale, il 70% delle quali rappresentato da donne o minori.

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Infografica ti-web.ch

I deputati sottolineano come la violenza si manifesti in ogni contesto – dalla famiglia ai luoghi di lavoro, fino alle scuole e alle istituzioni – e chiedono un piano di dieci interventi concreti. Tra le proposte principali figura la creazione di almeno 35 camere o posti protetti a indirizzo sicuro in Ticino, con risorse finanziarie certe e personale specializzato. Si chiede inoltre una rete cantonale gratuita di centri antiviolenza accessibile anche a chi non ha ancora sporto denuncia, il potenziamento del numero d'emergenza 142 e l'istituzione di una sezione dedicata all'interno della Polizia cantonale.

La mozione sollecita infine programmi obbligatori di rieducazione per gli autori di violenza, percorsi formativi continui nelle scuole sul tema dell'affettività e del consenso, e l'adozione di un piano pluriennale cantonale con obiettivi trasparenti e misurabili per colmare le attuali lacune del sistema.

Source: tio.ch / MPS (secondaria)