Svizzera · Ticino · Pubblicato il 14 ottobre
Abusi nella Chiesa, anche GAVA chiede protezioni vincolanti in Svizzera
Il gruppo d’ascolto della Svizzera italiana ha partecipato al confronto con i vescovi: chiesti standard uniformi e controlli esterni indipendenti.

Anche GAVA, il gruppo d’ascolto per le vittime di abusi attivo nella Svizzera italiana, chiede un sistema di protezione vincolante su scala nazionale. La richiesta è stata presentata insieme a IG-M!kU e SAPEC ai vescovi svizzeri. Il comunicato della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), pubblicato il 14 ottobre, riferisce dell’incontro tenuto al monastero di Fischingen il 21 settembre 2026.
Secondo le associazioni, gli standard di protezione e i diritti delle vittime devono essere uniformi, indipendentemente dalla diocesi o dalla regione. Tra le richieste figurano organismi esterni indipendenti per consulenza, accompagnamento e controllo, oltre a procedure trasparenti.
Le associazioni chiedono inoltre formazione per i responsabili ecclesiastici e un coinvolgimento sistematico delle persone che hanno subito abusi. La CVS riferisce di aver raccolto le osservazioni critiche e il riconoscimento dei passi compiuti.
Lo studio approfondito è atteso all’inizio di febbraio 2027. Per le parti dovrà servire a verificare e sviluppare le misure. Il prossimo incontro è fissato al 13 febbraio 2027.

Per chi cerca ascolto nella Svizzera italiana, GAVA si presenta come un’associazione indipendente dalla Chiesa, nata per offrire un punto di riferimento alle vittime in ambito religioso. Il gruppo ha sede a Cagiallo e mette a disposizione il numero 091 210 22 02 e l’indirizzo info@ascoltogava.ch. Sul suo sito descrive un sostegno discreto, attento alla riservatezza e alle esigenze di chi si rivolge all’associazione.
Fonte: Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) ↗ · GAVA — Gruppo di ascolto per vittime di abusi in ambito religioso ↗