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Svizzera · Economia · Pubblicato il 27 ottobre

Armamenti, la CdF-N propone il fondo senza aumentare l’IVA

Il modello passa con 15 voti contro 8 e 1 astensione; prevede anche 400 milioni annui in meno della quota fiscale destinata ai Cantoni.

Veduta esterna del Palazzo federale a Berna, foto d’archivio del 25 giugno 2015, ridimensionata. Originale: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundeshaus_Bern_2015-06.jpg — Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/
Veduta esterna del Palazzo federale a Berna, foto d’archivio del 25 giugno 2015, ridimensionata. Originale: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundeshaus_Bern_2015-06.jpg — Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/ · Zinneke / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) propone di finanziare gli acquisti di armamenti senza aumentare l’IVA. Il modello, approvato a Berna il 27 ottobre con 15 voti contro 8 e 1 astensione, prevede anche una riduzione della quota dell’imposta federale diretta destinata ai Cantoni: si tratta di una proposta, non di una modifica fiscale già in vigore.

La commissione riconosce la necessità di investimenti supplementari per l’equipaggiamento dell’esercito. Il suo piano mantiene la costituzione di un fondo per la sicurezza e la difesa della durata di 18 anni, con una dotazione complessiva di circa 24 miliardi di franchi. Sul finanziamento prende però le distanze dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati, favorevoli a un aumento dell’IVA.

Il fondo verrebbe alimentato ogni anno con 330 milioni provenienti dai saldi dei crediti a preventivo della Confederazione, 200 milioni di risparmi sulle spese federali e 400 milioni delle entrate IVA esistenti. Altri 400 milioni deriverebbero dalla riduzione della quota cantonale all’imposta federale diretta. Il modello punta dunque anche a destinare diversamente risorse fiscali già disponibili, senza innalzare l’aliquota IVA.

Infografica: Armamenti, la CdF-N propone il fondo senza aumentare l’IVA
Infografica ti-web.ch

Secondo la maggioranza della commissione, questa soluzione offre un’alternativa concreta e sostenibile dal punto di vista della politica di bilancio. La minoranza avrebbe preferito entrate supplementari: critica l’onere finanziario imposto ai Cantoni e ritiene che il modello possa rimettere in discussione alcuni principi del freno all’indebitamento, poiché il fondo potrebbe indebitarsi fino a un massimo di 9 miliardi di franchi.

Il corapporto viene ora trasmesso alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, competente per l’esame preliminare. Il progetto sarà discusso dal Consiglio nazionale nella sessione invernale 2026. Il voto della CdF-N non conclude quindi l’iter parlamentare né decide da solo il futuro dell’IVA.

Fonte: Commissione delle finanze del Consiglio nazionale — comunicato del 27 ottobre 2026 ↗