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Ticino · Pubblicato il 14 settembre

Caso Hospita, Pronzini contesta la CPI in Gran Consiglio: «Abbiamo tutti gli stessi diritti»

Il deputato dell’MPS critica la Commissione d’inchiesta sulle garanzie di difesa e chiede chiarimenti formali all’Ufficio presidenziale entro la fine della sessione.

Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Gran Consiglio ticinese (foto d'archivio 2023).
Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Gran Consiglio ticinese (foto d'archivio 2023). · Tilman2007 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BELLINZONA - È un Matteo Pronzini particolarmente duro quello che ha aperto la prima seduta del Gran Consiglio dopo la pausa estiva. Nel mirino del deputato del Movimento per il Socialismo (MPS) è finita la Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) istituita sul caso Hospita, alla quale contestare modalità operative e garanzie procedurali.

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«Io intervengo oralmente perché l'ultima volta che vi abbiamo scritto sulla CPI le cose si sono trascinate per mesi», ha esordito Pronzini rivolgendosi all’Ufficio presidenziale e ai membri della Commissione. Il deputato ha sollevato interrogativi circa la denuncia penale inoltrata dalla CPI nei confronti di una persona ascoltata in audizione, chiedendo chiarimenti sui passaggi formali che hanno portato a tale decisione.

Nel corso del suo intervento, Pronzini ha ricostruito la sequenza degli eventi legati alle audizioni: «I lavori della Commissione sono coperti dal segreto d'ufficio accresciuto, anche per quanto concerne gli incontri e le audizioni organizzate dalla CPI. Io volevo chiedere come mai la signora Sabrina Aldi è stata sentita dalla vostra Commissione, ha raccolto delle informazioni che ha comunicato a Claudio Camponovo e poi sporto denuncia penale in base a queste informazioni. La CPI, dopo 15 giorni dalla denuncia, ha a sua volta inoltrato denuncia».

Richiamato dalla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori in merito alla finalità del suo intervento, il deputato ha risposto fermamente: «Sono qui dal 2011, so come funziona. Quello che sto dicendo porta a una richiesta da parte mia, è chiaro. Forse bisogna iniziare a capire che qui abbiamo tutti gli stessi diritti e non è perché qualcuno qui alza la voce che questi ci devono essere negati». Pronzini ha quindi citato l’articolo 43 della Legge sul Gran Consiglio, sollevando la questione se la persona denunciata abbia avuto la possibilità formale di esprimersi in merito agli elementi accertati a suo carico.

Il parlamentare MPS ha concluso chiedendo una risposta formale entro la fine della sessione e sollecitando il rispetto della trasparenza istituzionale: «Credo sia una situazione grave e, senza voler far di tutta l'erba un fascio, credo che quando lei prima giustamente parlava di fiducia nei confronti delle istituzioni, cose del genere non fanno che minarla». L’intervento segue la scelta dei deputati MPS Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi di non prendere parte all’audizione dinanzi alla CPI, motivata da presunti dubbi sull’imparzialità di alcuni componenti ed esperti della Commissione.

Fonte: tio.ch Ticino (secondaria)