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Svizzera · Pubblicato il 21 settembre

Caso Kaspersky, l'indagine scagiona in gran parte il SIC

L'inchiesta amministrativa guidata dallo studio Lenz & Staehelin esclude cancellazioni di dati su larga scala nell'ex unità ciber, mentre restano aperte le verifiche del Ministero pubblico della Confederazione.

Palazzo federale a Berna, sede del Governo e del Parlamento svizzero (foto d'archivio)
Palazzo federale a Berna, sede del Governo e del Parlamento svizzero (foto d'archivio) · August Geyler / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA - Un'indagine amministrativa indipendente commissionata dal consigliere federale Martin Pfister ha chiarito gli avvenimenti legati all'ex unità ciber del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nel cosiddetto «caso Kaspersky». Il rapporto, affidato allo studio legale Lenz & Staehelin, ha concluso che i fatti avvenuti tra il 2015 e il 2020 sono stati sufficientemente chiariti e non ha rilevato indizi di cancellazioni di dati su larga scala né di attività di spionaggio politico vietato.

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha tuttavia precisato che permangono alcune incognite in merito alla passata collaborazione tra l'unità ciber e l'azienda russa di cibersicurezza Kaspersky. A seguito di una segnalazione dell'Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn), il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) sta conducendo da oltre un anno un'indagine penale per accertare se informazioni classificate siano state condivise e possano essere giunte ai servizi segreti russi.

Il ministro della Difesa Martin Pfister ha espresso soddisfazione per l'esito delle verifiche amministrative, sottolineando l'esigenza di disporre di un servizio di cibersicurezza trasparente e affidabile di fronte al crescente numero di attacchi informatici contro le infrastrutture svizzere. Pfister ha confermato che l'attuazione delle raccomandazioni scaturite dai precedenti rapporti procede in parallelo alla riorganizzazione del settore ciber e del SIC, il cui completamento è previsto entro la fine del 2026.

Le verifiche hanno inoltre confermato il rafforzamento delle procedure interne di controllo del SIC, tra cui l'introduzione di un nuovo regolamento per la segnalazione di irregolarità e comportamenti scorretti. Per quanto riguarda il procedimento penale ancora pendente presso il Ministero pubblico della Confederazione, il consigliere federale non ha rilasciato dichiarazioni, ricordando che le indagini dell'autorità giudiziaria federale restano tuttora in corso.

Fonte: DDPS / Confederazione Svizzera (admin.ch) · tio.ch (secondaria)