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Ticino · Economia · Pubblicato il 11 settembre

Giovani che lasciano il Ticino: compensati dall'immigrazione, ma resta il nodo della fuga di talenti

Un'analisi dell'Ufficio cantonale di statistica mostra come il saldo dei 25-35enni resti positivo grazie agli arrivi dall'estero, mentre si perdono quasi 500 residenti all'anno verso altri Cantoni.

Il campus dell'Università della Svizzera italiana a Lugano in una foto d'archivio degli anni '90
Il campus dell'Università della Svizzera italiana a Lugano in una foto d'archivio degli anni '90 · Archivio USI / Wikimedia Commons (Dominio pubblico)

Il Ticino affronta una dinamica migratoria complessa nella fascia d'età tra i 25 e i 35 anni. Secondo un'analisi condotta dall'Ufficio cantonale di statistica (USTAT), il saldo migratorio complessivo dei giovani si rivela positivo, con arrivi superiori alle partenze. Tuttavia, la mobilità interna svizzera mostra una tendenza opposta: tra il 2015 e il 2024 il Cantone ha registrato una perdita media di 495 persone all'anno verso gli altri Cantoni.

A compensare questo saldo intercantonale negativo è l'immigrazione proveniente dall'estero. Come spiegato da Francesco Giudici, responsabile del Settore società dell'USTAT in un'intervista ripresa da La Provincia di Como, la grande maggioranza delle persone che arrivano in Ticino proviene dall'Italia. Questo afflusso impedisce un rapido invecchiamento della popolazione giovanile residente, ma si inserisce in un contesto in cui la concorrenza per attirare lavoratori qualificati crescerà con il pensionamento dei baby boomer.

Infografica: Giovani che lasciano il Ticino: compensati dall'immigrazione, ma resta il nodo della fuga di talenti
Infografica ti-web.ch

Un elemento centrale del fenomeno riguarda il percorso di studi. I dati evidenziano che chi sceglie di studiare in Ticino tende a radicarsi sul territorio: nove volte su dieci lavora ancora nel Cantone dopo cinque anni dalla laurea. Al contrario, per chi parte per svolgere gli studi oltre il Gottardo – principalmente verso poli universitari come Zurigo – il rientro in Ticino si verifica soltanto nel 55% dei casi.

Le prospettive per il futuro potrebbero tuttavia essere influenzate dai cambiamenti nelle infrastrutture e nelle modalità di lavoro. L'entrata in funzione di AlpTransit facilita i rientri durante i fine settimana, mentre la diffusione del telelavoro offre la possibilità di mantenere un legame professionale o abitativo con il Ticino pur lavorando a distanza. Secondo l'USTAT si tratta di un fenomeno strutturale e costante nel tempo, destinato a proseguire secondo le attuali previsioni demografiche.

Fonte: USTAT · La Provincia di Como (secondaria)

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