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Ticino · Pubblicato il 16 settembre

Intimidazioni di stampo mafioso, Matteo Pronzini prosciolto anche in appello

La Corte di appello e di revisione penale ha confermato l'assoluzione del deputato MPS nel procedimento promosso dal Municipio di Bellinzona.

Scorcio di Bellinzona, capoluogo cantonale in cui ha sede il Municipio (foto d'archivio)
Scorcio di Bellinzona, capoluogo cantonale in cui ha sede il Municipio (foto d'archivio) · Chrisi1964 / Wikimedia Commons, CC0

BELLINZONA - La Corte di appello e di revisione penale (CARP) ha confermato il proscioglimento del deputato del Movimento per il socialismo (MPS) Matteo Pronzini, respingendo il ricorso inoltrato dal Municipio di Bellinzona. La vicenda trae origine dalle dichiarazioni rese da Pronzini durante una seduta del Consiglio comunale nel settembre 2021.

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Nel corso del dibattito, il consigliere comunale aveva criticato la decisione dell'Esecutivo di ricorrere al Tribunale federale contro i servizi della RSI sui decessi per Covid-19 alla casa per anziani di Sementina, definendo l'iniziativa un uso abusivo di fondi pubblici per «azioni temerarie d'intimidazioni di stampo mafioso».

Il Municipio aveva quindi denunciato il politico per reati contro l'onore. Già il 17 ottobre 2024, la Pretura penale di Bellinzona aveva prosciolto Pronzini in primo grado, ritenendo che le sue affermazioni andassero contestualizzate nell'ambito del dibattito politico e che la terminologia avesse un carattere iperbolico.

I giudici della CARP hanno ora confermato la decisione, escludendo che le parole pronunciate abbiano leso l'onore dei componenti dell'Esecutivo. A seguito dell'assoluzione, a Pronzini sono state riconosciute indennità per un importo complessivo di 5'000 franchi.

In una nota, l'MPS ha accolto con favore la sentenza, evidenziando come «anche questa sentenza legittima la critica dura rivolta alle istituzioni politiche o a suoi membri quando le circostanze lo richiedono».

Fonte: laRegione (secondaria)