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Economia · Svizzera · Pubblicato il 18 settembre

Tassi BNS allo 0,0%: per ora nessuna novità, ma lo sguardo è sul 2027

La Banca nazionale svizzera si appresta a confermare il tasso guida al terzo esame dell'anno. Gli economisti prevedono stabilità immediata, ma stimano possibili rialzi nei prossimi trimestri.

La sede della Banca nazionale svizzera a Zurigo (foto illustrativa)
La sede della Banca nazionale svizzera a Zurigo (foto illustrativa) · Adrian Michael / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) terrà giovedì prossimo il suo terzo esame annuale della situazione economica e monetaria. Gli esperti sono unanimi nel ritenere che il tasso guida rimarrà allo 0,0%, ma lo sguardo è già rivolto al 2027, con previsioni per i tassi che variano dallo 0,0% allo 0,75%.

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Malgrado il recente aumento dell'inflazione in Svizzera — salita in agosto allo 0,8% dopo lo 0,4% di luglio —, secondo gli analisti non sussistono i presupposti per un intervento immediato sul costo del denaro. L'incremento dei prezzi resta infatti ampiamente all'interno dell'intervallo obiettivo definito dalla BNS, compreso tra lo 0% e il 2%.

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La decisione giunge dopo gli interventi delle altre principali banche centrali: la Banca centrale europea (Bce) ha alzato i tassi la scorsa settimana e la Federal Reserve americana ha avviato una manovra analoga mercoledì. In questo scenario, gli economisti concordano sul fatto che giovedì non ci saranno sorprese da Berna, ma si interrogano sui tempi di un'eventuale normalizzazione.

Le stime per la fine del 2027 mostrano scenari divergenti. L'istituto di ricerca BAK Economics ipotizza un primo rialzo dei tassi già a dicembre, mentre altri specialisti collocano la svolta monetaria a partire da marzo 2027. A spingere per una regolazione contribuiscono la ripresa dell'attività economica, l'aumento del rincaro e l'indebolimento del franco svizzero registrato negli ultimi mesi.

Un franco meno forte favorisce l'economia d'esportazione, ma rende più care le importazioni, alimentando la pressione inflazionistica. Renato Flückiger della banca Valiant rileva che in quest'ambito l'istituto guidato da Martin Schlegel potrebbe prima ricorrere a vendite di valuta estera per sostenere la moneta nazionale, sfruttando l'ampio margine offerto dalle riserve valutarie.

Fonte: tio.ch (secondaria)