Svizzera · Pubblicato il 24 September
Disordini alle manifestazioni: gli organizzatori dovranno pagare i costi di sicurezza
Il Consiglio degli Stati ha approvato con 24 voti a 18 la mozione Kamerzin che chiede una base legale federale per addebitare ai promotori le spese d'intervento della polizia.

BERNA - Gli enti pubblici potranno in futuro addebitare agli organizzatori di proteste e cortei parte o l'integralità dei costi sostenuti per garantire la sicurezza e fronteggiare eventuali disordini. È quanto stabilito dal Consiglio degli Stati, che giovedì 24 settembre ha approvato una mozione parlamentare con 24 voti favorevoli, 18 contrari e 3 astensioni, conformandosi al voto espresso in precedenza dal Consiglio Nazionale.

Il testo dell'atto parlamentare, depositato dal consigliere nazionale Sidney Kamerzin (Centro/Valais), incarica l'esecutivo federale di predisporre un quadro normativo unitario. La proposta trae origine dalle violenze registrate durante recenti manifestazioni, tra cui gli episodi dell'11 ottobre scorso a Berna messi in atto da frange estremiste, che hanno richiesto l'impiego massiccio di forze di polizia.
Durante il dibattito a Palazzo federale, il senatore Daniel Jositsch (Indipendente/Zurigo) ha sostenuto l'opportunità dell'intervento normativo, evidenziando come le spese per le misure di sicurezza non debbano ricadere sull'intera collettività e sottolineando la necessità di ridurre le attuali disparità tra i vari Cantoni.
Contraria si è invece dichiarata la minoranza guidata da Carlo Sommaruga (PS/Ginevra) e Mathias Zopfi (Verdi/Glarona), affiancata dal ministro della giustizia Beat Jans. Gli oppositori hanno rimarcato come la sovranità in materia di polizia e mantenimento dell'ordine pubblico competa costituzionalmente ai Cantoni, argomentando che un'imposizione federale violerebbe il principio di sussidiarietà e limiterebbe la flessibilità gestionale delle autorità locali.