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Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 September

Il PLR lancia la campagna contro l'aumento dell'IVA

I liberali radicali contestano l'incremento dell'aliquota ordinaria all'8,5% previsto per finanziare la 13esima rendita AVS, evidenziando impatti su famiglie e PMI.

Il Palazzo federale a Berna (foto d'archivio).
Il Palazzo federale a Berna (foto d'archivio). · Daniel Kraft / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Il PLR ha avviato ufficialmente la propria campagna contro l'aumento dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA), sul quale i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi nel voto federale del 29 novembre. La proposta legislativa prevede un incremento dell'aliquota ordinaria di 0,4 punti percentuali, portandola all'8,5%, destinato a finanziare l'introduzione della 13esima rendita AVS. Pur precisando di non contestare l'erogazione della rendita aggiuntiva agli anziani, i liberali radicali oppongono un fermo rifiuto al meccanismo di finanziamento individuato dal Parlamento.

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Secondo le posizioni diffuse dal partito tramite l'agenzia Ats, l'aumento delle aliquote inciderà negativamente sul potere d'acquisto dei cittadini e delle famiglie, già sollecitato dai rincari dei premi di cassa malati, degli affitti e delle spese correnti. Il PLR sostiene che la misura sottrarrebbe 1,5 miliardi di franchi ai contribuenti, senza tuttavia riuscire a coprire neppure la metà del costo complessivo della 13esima rendita AVS.

Infografica: Il PLR lancia la campagna contro l'aumento dell'IVA
Infografica ti-web.ch

Sul piano macroeconomico, il partito richiama uno studio condotto da BAK Economics, che stima in quasi 3,6 miliardi di franchi le perdite di crescita economica nell'arco di dieci anni. Tra i settori maggiormente esposti figurerebbero le piccole e medie imprese, il commercio al dettaglio e la ristorazione. I liberali radicali segnalano inoltre il rischio di un'ulteriore accelerazione del turismo degli acquisti verso i Paesi confinanti, ricordando che lo scorso anno le spese effettuate dai residenti all'estero hanno superato i 9 miliardi di franchi.

L'incremento dei costi colpirebbe anche il settore agricolo, poiché diverse aziende agricole non applicano l'IVA e non hanno la possibilità di compensare i rincari mediante la deduzione dell'imposta precedente. Contestando quella che definisce una «tattica del salame» — che con ulteriori progetti fiscali potrebbe spingere l'IVA verso il 10%, per un costo complessivo stimato in 16,4 miliardi di franchi in dieci anni —, il PLR invita la Confederazione a definire chiare priorità di bilancio e a intraprendere riforme strutturali.

Source: Ats / Ticinonline (secondaria) ↗

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