Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 September
Il PLR lancia la campagna contro l'aumento dell'IVA
I liberali radicali contestano l'incremento dell'aliquota ordinaria all'8,5% previsto per finanziare la 13esima rendita AVS, evidenziando impatti su famiglie e PMI.

Il PLR ha avviato ufficialmente la propria campagna contro l'aumento dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA), sul quale i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi nel voto federale del 29 novembre. La proposta legislativa prevede un incremento dell'aliquota ordinaria di 0,4 punti percentuali, portandola all'8,5%, destinato a finanziare l'introduzione della 13esima rendita AVS. Pur precisando di non contestare l'erogazione della rendita aggiuntiva agli anziani, i liberali radicali oppongono un fermo rifiuto al meccanismo di finanziamento individuato dal Parlamento.
Secondo le posizioni diffuse dal partito tramite l'agenzia Ats, l'aumento delle aliquote inciderà negativamente sul potere d'acquisto dei cittadini e delle famiglie, già sollecitato dai rincari dei premi di cassa malati, degli affitti e delle spese correnti. Il PLR sostiene che la misura sottrarrebbe 1,5 miliardi di franchi ai contribuenti, senza tuttavia riuscire a coprire neppure la metà del costo complessivo della 13esima rendita AVS.

Sul piano macroeconomico, il partito richiama uno studio condotto da BAK Economics, che stima in quasi 3,6 miliardi di franchi le perdite di crescita economica nell'arco di dieci anni. Tra i settori maggiormente esposti figurerebbero le piccole e medie imprese, il commercio al dettaglio e la ristorazione. I liberali radicali segnalano inoltre il rischio di un'ulteriore accelerazione del turismo degli acquisti verso i Paesi confinanti, ricordando che lo scorso anno le spese effettuate dai residenti all'estero hanno superato i 9 miliardi di franchi.
L'incremento dei costi colpirebbe anche il settore agricolo, poiché diverse aziende agricole non applicano l'IVA e non hanno la possibilità di compensare i rincari mediante la deduzione dell'imposta precedente. Contestando quella che definisce una «tattica del salame» — che con ulteriori progetti fiscali potrebbe spingere l'IVA verso il 10%, per un costo complessivo stimato in 16,4 miliardi di franchi in dieci anni —, il PLR invita la Confederazione a definire chiare priorità di bilancio e a intraprendere riforme strutturali.