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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 27 September

La Fortezza di Bellinzona bocciata dalle urne: il progetto da 19,1 milioni si arresta

La cittadinanza della capitale ha respinto il credito per la valorizzazione dei castelli. Il sindaco Mario Branda riconosce la sconfitta, mentre i referendisti chiedono un nuovo inizio.

Il complesso di Castelgrande e Piazza del Sole a Bellinzona.
Il complesso di Castelgrande e Piazza del Sole a Bellinzona. · Christian David, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La cittadinanza di Bellinzona ha bocciato alle urne il progetto «La Fortezza», destinato alla valorizzazione del sito dei castelli, patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2000. La proposta prevedeva un investimento complessivo di 19,1 milioni di franchi, già approvato in precedenza dal Consiglio comunale, ma fermato dal voto popolare.

▶ Il servizio video di ti-web.ch
Infografica: La Fortezza di Bellinzona bocciata dalle urne: il progetto da 19,1 milioni si arresta
Infografica ti-web.ch

Il sindaco di Bellinzona, Mario Branda, ha espresso delusione per l'esito della votazione, sottolineando l'ampio lavoro preparatorio che aveva coinvolto energie umane e finanziarie. Branda ha evidenziato come l'iniziativa mirasse a proiettare la capitale in una nuova dimensione turistica, economica e culturale, facendo perno sull'elemento monumentale distintivo della città.

Fronte opposto per i promotori del referendum, guidati da Brenno Martignoni Polti, che hanno accolto il risultato come una chiara indicazione della volontà popolare. I referendisti chiedono ora che la gestione dei monumenti resti in mani pubbliche senza la creazione della prevista fondazione, mantenendo l'accesso gratuito e la denominazione storica di «castelli».

Sul futuro dell'opera si apre una fase di riflessione che coinvolgerà direttamente il Cantone, proprietario dei castelli. Il Municipio intende valutare insieme alle autorità cantonali quali elementi della pianificazione potranno essere eventualmente recuperati per ridisegnare la promozione del sito.

Source: Ticinonline (secondaria) ↗

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