Svizzera · Pubblicato il 22 September
Polizia di Zurigo censurata dal Tribunale federale per trattamento degradante
I giudici di Losanna hanno accolto il ricorso di una donna fermata nel 2020, qualificando come illegali e umilianti le condizioni della sua detenzione temporanea.

ZURIGO - La polizia cittadina di Zurigo ha sottoposto una donna a un trattamento illegale e degradante a seguito del suo arresto avvenuto il 1° maggio 2020. A stabilirlo è stata una sentenza del Tribunale federale, che ha accolto il ricorso presentato dall'interessata contro le decisioni delle istanze cantonali zurighesi.
La donna era stata fermata dagli agenti mentre, insieme ad altre persone, cercava di affiggere manifesti contro la violenza domestica. In quel periodo, a causa delle restrizioni per la pandemia di coronavirus, era in vigore un divieto generale di manifestazione. Dopo i controlli sul posto, i partecipanti all'azione erano stati condotti presso la sede della polizia.

Secondo quanto accertato dai giudici di Losanna, le condizioni del fermo hanno superato i limiti consentiti dalla legge: la donna è stata costretta a rimanere per due ore ammanettata e seduta a terra all'interno del garage del posto di polizia, senza che da parte sua vi fosse alcuna minaccia o pericolo che giustificasse tali misure.
Il Tribunale federale si è soffermato anche su un episodio avvenuto durante l'uso dei servizi igienici, dove la porta è stata lasciata socchiusa senza garantire protezione dagli sguardi esterni, con l'agente d'accompagnamento che ha rivolto alla donna osservazioni inopportune. I giudici hanno inoltre giudicato illegali sia il rilevamento fotografico sia la conservazione delle immagini per tre mesi, essendo l'identità della donna già nota. In precedenza, il Tribunale delle misure coercitive e il Tribunale superiore di Zurigo avevano considerato in parte corretto l'operato della polizia.