Svizzera · Pubblicato il 18 October
Statuto S in Svizzera: l’Associazione dei Comuni sostiene la riforma, Caritas contraria
La proposta federale riguarda il sostegno dopo cinque anni: l’Associazione dei Comuni chiede voce nelle decisioni, Caritas teme effetti sulla povertà e sull’integrazione.

La proposta di lasciare ai Cantoni più autonomia sugli aiuti sociali alle persone con statuto S divide le organizzazioni consultate. L’Associazione dei Comuni Svizzeri sostiene la modifica dell’ordinanza 2 sull’asilo, mentre Caritas Svizzera la respinge. La consultazione federale si è conclusa il 15 ottobre 2026.
Il cambiamento riguarda le persone protette che, dopo cinque anni di protezione, ottengono un permesso di dimora B legato allo statuto S. Il diritto vigente prevede allora la parità nell’aiuto sociale con la popolazione residente. Nei primi cinque anni, precisa il rapporto federale, le persone con statuto S hanno già diritto a prestazioni ridotte, come i richiedenti l’asilo.
Il pacchetto di sgravio 2027, approvato dal Parlamento, limita a cinque anni il rimborso federale dei costi assistenziali. Dal 1° gennaio 2027 verranno quindi meno i sussidi per chi supera tale durata. Il Consiglio federale propone di consentire ai Cantoni di scegliere tra aiuto ordinario, prestazioni ridotte o una soluzione intermedia.

Nella risposta dell’8 ottobre, l’Associazione dei Comuni Svizzeri lega il proprio sostegno al principio secondo cui responsabilità finanziaria e potere decisionale devono coincidere. Chiede però che i Comuni siano coinvolti nella legislazione cantonale, che i costi supplementari siano quantificati con trasparenza e che la Confederazione se ne faccia carico almeno in parte.
Caritas, nella risposta del 1° ottobre, chiede invece di rinunciare alla modifica. Secondo l’organizzazione, mantenere aiuti ridotti dopo un soggiorno prolungato aggraverebbe la povertà e ostacolerebbe l’integrazione, soprattutto per famiglie con figli e persone con accesso difficile al lavoro. Teme inoltre disparità tra persone con lo stesso permesso e solleva obiezioni giuridiche.
Lo stesso rapporto federale riconosce che i tribunali non hanno ancora chiarito tutti i limiti posti dal diritto internazionale al margine cantonale. Per la modifica dell’ordinanza il Consiglio federale ha indicato il 1° marzo 2027 come data prevista d’entrata in vigore: resta una proposta da adottare.
Source: Consiglio federale — comunicato del 12 agosto 2026 ↗ · SEM — rapporto esplicativo del 12 agosto 2026 ↗ · Associazione dei Comuni Svizzeri — risposta alla consultazione, 8 ottobre 2026 ↗ · Caritas Svizzera — risposta alla consultazione, 1° ottobre 2026 ↗