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Svizzera · Ticino · Pubblicato il 28 ottobre

Allarmi in Svizzera: chiesti 165,4 milioni per modernizzare i sistemi

Il messaggio al Parlamento prevede investimenti nei canali digitali e il trasferimento ai Cantoni di competenze e finanziamento delle sirene.

La cupola del Palazzo federale a Berna. Foto d’archivio del 2019.
La cupola del Palazzo federale a Berna. Foto d’archivio del 2019. · Axel Tschentscher / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il Consiglio federale ha adottato il 28 ottobre 2026 il messaggio per modernizzare i sistemi di allarme alla popolazione. Chiede al Parlamento una modifica della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile e un credito d’impegno di 165,4 milioni di franchi per gli investimenti.

Il progetto prevede di potenziare l’app e il sito Alertswiss, migliorando l’accessibilità e la disponibilità di informazioni sugli smartphone anche senza rete. Le comunicazioni dovranno inoltre poter essere integrate nelle applicazioni di fornitori terzi. Sarà rinnovato anche il sistema centrale di diffusione delle allerte.

Per il mantenimento e lo sviluppo dei sistemi, la Confederazione prevede 220,9 milioni di franchi tra investimenti ed esercizio fino al 2035. Il credito di 165,4 milioni richiesto al Parlamento riguarda gli investimenti.

Infografica: Allarmi in Svizzera: chiesti 165,4 milioni per modernizzare i sistemi
Infografica ti-web.ch

La proposta trasferisce ai Cantoni competenze e finanziamento delle sirene fisse e mobili: una nuova ripartizione che riguarda quindi anche il Ticino. La Confederazione continuerà a garantire uniformità e sicurezza dell’attivazione a distanza, con un nuovo sistema entro il 2035. Il trasferimento richiede una modifica di legge.

Il cell broadcast, per inviare brevi messaggi ai cellulari presenti in un’area interessata, seguirà un finanziamento separato già anticipato. Il nuovo messaggio passa ora al Parlamento: il credito richiesto e il trasferimento delle competenze sulle sirene restano proposte. Il comunicato completo ù disponibile sul sito del DDPS.

Fonte: Consiglio federale / DDPS ↗