Ticino · Svizzera · Pubblicato il 14 settembre
I nuovi semafori di Cadenazzo generano quesiti anche a Berna
I consiglieri nazionali Piero Marchesi (UDC) e Simone Gianini (PLR) chiedono lumi al Consiglio federale sugli impianti semaforici attivati tra Cadenazzo e Quartino.

I malumori generati dai nuovi semafori tra Cadenazzo e Quartino arrivano fino a Berna. I consiglieri nazionali ticinesi Piero Marchesi (UDC) e Simone Gianini (PLR) hanno inoltrato quesiti al Consiglio federale, che dovrebbe rispondere lunedì prossimo durante l'ora delle domande nell'ambito della sessione delle Camere federali.
Piero Marchesi ha ricordato che il 19 maggio 2019 il 73,1% dei ticinesi aveva bocciato in votazione popolare il credito di 3,3 milioni di franchi per l'installazione di semafori lungo la strada cantonale tra Cadenazzo e Quartino. Nel 2020 la gestione della tratta è passata alla Confederazione sotto la responsabilità dell'Ufficio federale delle strade (USTRA).

Nonostante USTRA avesse riproposto gli impianti semaforici per fluidificare la circolazione in attesa del collegamento autostradale Bellinzona-Locarno, Marchesi evidenzia che i primi riscontri indicano un peggioramento delle condizioni del traffico con un aumento delle colonne e dei tempi di percorrenza. Il consigliere nazionale chiede quindi al governo come valuti la situazione e se intenda sospendere l'estensione del progetto a Quartino proponendo correttivi.
Da parte sua, Simone Gianini ha depositato un'interpellanza per sollecitare chiarimenti sulla strategia di gestione del traffico tra Bellinzona e Locarno, chiedendo se vi siano margini di miglioramento, dati comparativi sulle code prima e dopo l'attivazione dei semafori e aggiornamenti sullo stato di progettazione del collegamento autostradale A2-A13.