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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 14 settembre

Legge sulla polizia, ricorso dell'MPS al Tribunale federale

Martino Colombo chiede al TF l'annullamento di una decina di norme contestate su DNA, droni, sorveglianza biometrica e addebito dei costi delle manifestazioni.

Sede del Tribunale federale a Losanna (foto d'archivio 2020)
Sede del Tribunale federale a Losanna (foto d'archivio 2020) · Gzzz / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BELLINZONA - La revisione totale della Legge sulla polizia (LPol), approvata dal Gran Consiglio il 21 aprile e prevista in entrata in vigore il 1° gennaio del prossimo anno, approda davanti al Tribunale federale. Il 9 settembre Martino Colombo, esponente del Movimento per il socialismo (MPS), ha presentato un ricorso in materia di diritto pubblico chiedendo l'annullamento di una decina di disposizioni e, in via preliminare, la sospensione della loro entrata in vigore.

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Le norme contestate riguardano, tra l'altro, prelievi di DNA e confronto biometrico dei volti, gestione cantonale delle minacce, misure antiviolenza applicate alle manifestazioni, ricerca automatizzata di veicoli, impiego di droni, scambio di dati con l'Ufficio della migrazione e addebito dei costi di polizia agli organizzatori di manifestazioni ideali. Secondo il MPS, senza effetto sospensivo banche dati e dispositivi di sorveglianza potrebbero entrare in funzione prima della decisione del Tribunale federale, creando una situazione difficilmente reversibile.

Al centro delle contestazioni figurano i principi della densità normativa e della proporzionalità previsti dall'articolo 36 della Costituzione. Una parte rilevante del ricorso riguarda gli articoli 26-29 sulla gestione cantonale delle minacce: le disposizioni permettono alla Polizia cantonale di raccogliere ed elaborare dati relativi a una persona, inserirli in una banca dati dedicata e comunicarli ad autorità e privati anche in assenza di un reato, qualora comportamenti o intenzioni «lascino presupporre» una predisposizione a commettere violenza.

Infografica: Legge sulla polizia, ricorso dell'MPS al Tribunale federale
Infografica ti-web.ch

Un altro punto centrale riguarda l'articolo 80 capoverso 3 lettera b, che consente di mettere a carico degli organizzatori i costi dell'impiego della polizia per manifestazioni «a scopo parzialmente o integralmente ideale». Tra le altre disposizioni impugnate vi sono l'articolo 19 su prelievi di DNA e confronto biometrico, l'articolo 25 sulla traduzione coatta, l'articolo 32 sui fermi preventivi, gli articoli 38 e 39 sulla registrazione di targhe, l'articolo 40 sull'uso di droni e l'articolo 45 sullo scambio dati con la migrazione.

«In discussione non è la struttura del corpo di polizia, che il ricorso non tocca, ma il perimetro entro cui lo Stato può sorvegliare, schedare e limitare preventivamente la libertà delle persone», sostiene il MPS. «Una legge che consente di schedare le opinioni politiche di chi non ha commesso alcun reato, di filmare dall'alto chi manifesta e di presentare il conto a chi organizza un corteo non colpisce solo il MPS: colpisce chiunque voglia esercitare i propri diritti politici».

Fonte: tio.ch / MPS (secondaria)